Questo è Addiopizzotravel, nato da un'idea di Dario Riccobono, Francesca Vannini Parenti e Edoardo Zaffuto, co-fondatori del Comitato Addiopizzo.
Come è scritto sul sito "Il turismo pizzo-free è lo strumento di partecipazione del viaggiatore responsabile, di colui che, pur non vivendo in Sicilia, vuole dare un contributo concreto a un circuito di economia pulita. Si tratta di una particolare forma di turismo etico che valorizza le imprese che hanno detto NO ALLA MAFIA."
lunedì 11 ottobre 2010
Addiopizzotravel
Un viaggio nella parte occidentale della Sicilia che si sviluppa tutto presso ristoranti e strutture ricettive che non pagano il pizzo e che include la visita di aziende sorte sui terreni confiscati alla mafia.
domenica 19 settembre 2010
Ciclomundi
La terza edizione di Ciclomundi, il primo Festival Nazionale del viaggio in bicicletta, prenderà il via il prossimo 24 settembre a Siena, per concludersi il 26.
Questa vera festa della bicicletta presenta un ricco programma con animazioni, spettacoli, incontri con i cicloviaggiatori, tavole rotonde, laboratori, mostre, un settore espositivo dedicato al turismo a pedali e opportunità di escursioni nelle Terre di Siena.
Ciclomundi precede di una settimana il celebre evento dell’Eroica, la cicloturistica internazionale non competitiva – in gran parte su strade bianche – che prende il via da Gaiole in Chianti il 3 ottobre.giovedì 5 agosto 2010
Una lunga strada da fare
Un gran bel libro, coinvolgente, appassionante, a tratti perfino entusiasmante.
Una lunga strada da fare, New York - San Francisco primavera 1963, di Peter S. Beagle, edito da Mattioli 1885, è bello anche fisicamente, elegante, con i bordi arrotondati tipo quaderno, carta e copertina pesanti. Uno di quei libri, ormai rari, che è un piacere leggere ed è un piacere tenere tra le mani.
Nella primavera del 1963 il ventiquattrenne Peter S. Beagle, futuro noto scrittore di fantasy, decide di lasciare New York per raggiungere a San Francisco la ragazza dalla quale ha avuto un figlio.
Lo accompagna l’amico d’infanzia Phil Sigunick, pittore e scultore.
I due effettuano il viaggio sui loro scooter, preparati ma non troppo, spinti da una voglia di conoscere le persone che li arricchisce a ogni tappa, sorpresi dallo scoprire un Paese a loro ignoto fino a quel momento.
Nel 1963 negli Stati Uniti il razzismo è un fenomeno diffuso, Martin Luther King pronuncia il discorso I have a dream e John Kennedy viene assassinato.
Il racconto del viaggio rende conto di tutto il bello e il brutto che Peter e Phil incontrano, con leggerezza ma senza superficialità.
E con qualche scambio di battute esplosivo. Arrivati al Grand Canyon, Peter commenta “Non abbiamo soldi da sprecare nel Canyon (un dollaro è troppo per delle uova liofilizzate, senza neppure essere presentati al grifone che le ha deposte)…”
Un unico appunto: si sente la mancanza di una cartina che aiuti a capire meglio il percorso effettuato e le difficoltà incontrate.
Una lunga strada da fare, New York - San Francisco primavera 1963, di Peter S. Beagle, edito da Mattioli 1885, è bello anche fisicamente, elegante, con i bordi arrotondati tipo quaderno, carta e copertina pesanti. Uno di quei libri, ormai rari, che è un piacere leggere ed è un piacere tenere tra le mani.
Nella primavera del 1963 il ventiquattrenne Peter S. Beagle, futuro noto scrittore di fantasy, decide di lasciare New York per raggiungere a San Francisco la ragazza dalla quale ha avuto un figlio.
Lo accompagna l’amico d’infanzia Phil Sigunick, pittore e scultore.
I due effettuano il viaggio sui loro scooter, preparati ma non troppo, spinti da una voglia di conoscere le persone che li arricchisce a ogni tappa, sorpresi dallo scoprire un Paese a loro ignoto fino a quel momento.
Il racconto del viaggio rende conto di tutto il bello e il brutto che Peter e Phil incontrano, con leggerezza ma senza superficialità.
E con qualche scambio di battute esplosivo. Arrivati al Grand Canyon, Peter commenta “Non abbiamo soldi da sprecare nel Canyon (un dollaro è troppo per delle uova liofilizzate, senza neppure essere presentati al grifone che le ha deposte)…”
Un unico appunto: si sente la mancanza di una cartina che aiuti a capire meglio il percorso effettuato e le difficoltà incontrate.
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