Cederna racconta un viaggio magnifico: in treno, in macchina ma soprattutto a piedi fino alle sorgenti del Gange. Un percorso segnato da una natura forte, con i grandiosi scenari delle montagne pre himalayane, e impreziosito da una serie di incontri con uomini e donne fuori dal comune.
Quello che alla lunga mi ha affaticato è stata la densità di contenuti riferiti all'hinduismo e alle religioni. Trovo che questo abbia tolto immediatezza e spontaneità al testo di Cederna costruendo una sorta di diaframma intellettuale tra il viaggio reale e il racconto del viaggio.
Da questo punto di vista, ho trovato più vive ed efficaci le pagine che Giorgio Bettinelli nel suo In Vespa ha dedicato all'India. Certamente meno ricche culturalmente ma, a mio parere, più fresche e immediate.


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