Come recita il titolo, in Due storie del porto di Bahia, edito da Garzanti, Jorge Amado ci offre due romanzi che, se non sono all'altezza dei suoi capolavori, restano godibilissimi e divertenti.
Le due morti di Quincas Acquaiolo racconta di come Quincas muoia ma si rifiuti di essere morto fino a che non decide lui come e dove morire.
La verità completa sulle controverse avventure del comandante Vasco Moscoso de Aragao, capitano di lungo corso, è un libro di viaggi forse mai fatti.
Amado racconta dell'arrivo del capitano Vasco a Periperi, cittadina alle porte di Bahia abitata in prevalenza da pensionati e villeggianti.
La vita tranquilla e un po' sonnolenta di Periperi ne viene sconvolta, il capitano porta con sé una ventata di emozioni suscitate dai racconti delle avventure affrontate nei mari di tutto il mondo.
Avventure vere o millantate? Su questo nel corso delle pagine cresce lo scontro tra gli abitanti della cittadina: credere o meno al capitano?
domenica 22 gennaio 2012
sabato 21 gennaio 2012
La scia della balena
La scia della balena, edito da Guanda, a mio parere non è uno dei libri migliori di Francisco Coloane.
La bravura e la capacità di Coloane di rendere le sensazioni e le immagini della vita in Patagonia agli inizi del '900 restano intatte e non si discutono, ma le due parti in cui è suddiviso il libro evidenziano una certa discontinuità e lo fanno apparire non tanto un testo unico quanto la raccolta nello stesso volume di due romanzi brevi.
Il libro ruota tutto attorno alla figura di Pedro Nauto, giovanissimo abitante dell'isola di Chiloè che non sa chi sia il padre.
Nella prima parte scopriamo la sua vita nell'isola fino alla morte della madre mentre nella seconda Coloane ci fa accompagnare Pedro, appena quindicinne, nei suoi viaggi sulle baleniere che navigano nei mari antartici.Un ritratto in qualche modo autobiografico perché anche Coloane a quindici anni restò orfano di entrambi i genitori e si imbarcò sulle baleniere.
domenica 9 ottobre 2011
In viaggio con Salgari
Ho appena intrapreso un lungo viaggio con Emilio Salgari.
Ho comperato in libreria Salgari - Tutte le avventure di Sandokan, edito da Newton Compton Editori. Un poderoso volume di oltre 2.000 pagine che, a dispetto del titolo non contiene solo il ciclo completo di Sandokan ma anche quello di Tremal-Naik.
Undici romanzi in un colpo solo a soli 15 euro dal momento che già il libro ha un prezzo basso, 19,90 euro a cui sottrarre uno sconto del 25%.
(Tra l'altro, ma non è entrata in vigore la legge che vieta sui libri sconti superiori al 15%?)
Qualcuno potrà anche storcere il naso sostenendo, e non a torto, che le nozioni storiche e geografiche di Salgari erano un po' approssimative e che ha scritto di luoghi che non aveva mai visto, resta il fatto che almeno tre - se non quattro - generazioni di italiani hanno vissuto l'avventura grazie ai suoi libri.
Ho comperato in libreria Salgari - Tutte le avventure di Sandokan, edito da Newton Compton Editori. Un poderoso volume di oltre 2.000 pagine che, a dispetto del titolo non contiene solo il ciclo completo di Sandokan ma anche quello di Tremal-Naik.
Undici romanzi in un colpo solo a soli 15 euro dal momento che già il libro ha un prezzo basso, 19,90 euro a cui sottrarre uno sconto del 25%.
(Tra l'altro, ma non è entrata in vigore la legge che vieta sui libri sconti superiori al 15%?)
Qualcuno potrà anche storcere il naso sostenendo, e non a torto, che le nozioni storiche e geografiche di Salgari erano un po' approssimative e che ha scritto di luoghi che non aveva mai visto, resta il fatto che almeno tre - se non quattro - generazioni di italiani hanno vissuto l'avventura grazie ai suoi libri.
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| Emilio Salgari (Verona, 21 agosto 1862 – Torino, 25 aprile 1911), autoredi di romanzi d'avventura molto popolari, noto soprattutto per il ciclo dei pirati della Malesia. |
mercoledì 28 settembre 2011
Sergio Bonelli
Più che Tex, per me Sergio Bonelli è stato Ken Parker. Ricordo bene l'entusiasmo del mio amico Danilo che continuava a ripeterrmi che dovevo leggerlo.
All'epoca, io per i fumetti ero più sulla fantascienza, Jeff Hawke e Dan Dare, mentre lui era per Guido Crepax, Valentina e anche Histoire D'O.
C'era già stata la ventata di novità portata da Soldato Blu, con la diversa prospettiva con cui veniva vista la conquista del West. E con la sfolgorante apparizione di Candice Bergen.
Fatto sta che fummo conquistati da questo personaggio disegnato sulle fattezze del Robert Redford di Corvo Rosso non avrai il mio scalpo, altro film di culto.
All'epoca, io per i fumetti ero più sulla fantascienza, Jeff Hawke e Dan Dare, mentre lui era per Guido Crepax, Valentina e anche Histoire D'O.
C'era già stata la ventata di novità portata da Soldato Blu, con la diversa prospettiva con cui veniva vista la conquista del West. E con la sfolgorante apparizione di Candice Bergen.
Fatto sta che fummo conquistati da questo personaggio disegnato sulle fattezze del Robert Redford di Corvo Rosso non avrai il mio scalpo, altro film di culto.
Ken Parker, onesto, perfino ingenuo a volte, ironico, sempre pronto a mettersi in gioco, sempre pronto a difendere i deboli contro i forti.
Poi, ma solo poi, venne Dylan Dog.
domenica 25 settembre 2011
BookCrossing
Incontro di bookcrossing sotto casa, in via Bernardino Verro, a Milano, nei giardinetti all'angolo della strada.
Organizzato da un gruppetto di abitanti del quartiere, è stato un successo, un bel momento di incontro tra lettori. Buona l'affluenza delle persone, buona la quantità dei libri e buona la qualità.
Di fronte all'interesse suscitato dall'inziativa, riesce difficile credere che l'Italia sia un fanalino di coda negli indici di lettura di libri e quotidiani.
Una piccola dimostrazione che un'altra Italia è possibile.
Organizzato da un gruppetto di abitanti del quartiere, è stato un successo, un bel momento di incontro tra lettori. Buona l'affluenza delle persone, buona la quantità dei libri e buona la qualità.
Di fronte all'interesse suscitato dall'inziativa, riesce difficile credere che l'Italia sia un fanalino di coda negli indici di lettura di libri e quotidiani.
Una piccola dimostrazione che un'altra Italia è possibile.
domenica 18 settembre 2011
Walter Bonatti

Walter Bonatti è stato uno dei più grandi alpinisti del mondo, è l'uomo che ha dovuto aspettare oltre cinquant'anni prima che gli venisse riconosciuto il ruolo avuto nella conquista del K2 nel 1954 quando aveva 24 anni, ma per molti di noi, forse per la maggioranza degli italiani, è stato l'uomo che ci ha guidato alla scoperta del mondo e della natura con i suoi viaggi, i suoi racconti e le sue fotografie di terre lontane pubblicate su Epoca.
Cito da Wikipedia;
Nel 1966 si trova in Africa e sale il Kilimangiaro in Tanzania e in Uganda il esplora il Ruwenzori ripercorrendo il percorso del Duca degli Abruzzi del 1966 e raggiungendone la cima. 
Nel 1967 giunge sull'Alto Orinoco ed entra in contatto con la popolazione indigena degli waikas Yanoami.Con due spedizioni (1967 e 1978) andrà alla ricerca delle sorgenti del Rio delle Amazzoni.
Nell'ottobre 1968 si reca a Sebanga, nell'isola di Sumatra per studiare il comportamento della tigre al cospetto dell'uomo ed entra in contatto con i sakai, una popolazione di aborigeni provenienti originariamente dalle giungle malesi.

Nel 1969 visita le Marchesi, dove ripercorre nella giungla il viaggio-fuga di Melville (dai più ritenuto una semplice invenzione a fini novellistici), quando era scappato dall'imbarco della baleniera dove prestava servizio, ed era poi stato prigioniero dei cannibali. Ritrova i luoghi precisi narrati da Melville e comprova la veridicità di tale storia.
Nel 1970 è a Capo Horn, sempre in solitaria.
Nel 1971 è in Australia, dove esplora il "centro rosso" e le sponde orientali del Lago Eire, nel Deserto Simpson. Nello stesso anno esplora per 500 chilometri i fiordi della Patagonia. Parte dalla Penisola di Taitao per arrivare fino alla Laguna di San Rafael, alla testata del ghiacciaio. Sempre nel 1971, col suo compagno Folco Doro Altan con cui ha già scalato le vette patagoniche nel 1958, naviga lungo l'intero corso del fiume Santa Cruz dal Lago Viedma fino all'Atlantico, con l'intento di ricordare la prima esplorazione del geografo Francisco Moreno avvenuta nel 1877, seguita a quella nel 1834 del giovane Charles Darwin che aveva dovuto rinunciare all'impresa dopo ventun giorni per le difficoltà incontrate nel risalire con le scialuppe del Beagle l'impetuosa corrente.
Nel 1972 è in Zaire e in Congo, sul vulcano Nyiragongo e tra i pigmei. Nel 1973 Bonatti decide di ripercorrere un celebre itinerario fluviale nelle regioni dell'Amazzonia venezuelana, quello compiuto tra il 1799 e il 1804 dal barone Alexander von Humboldt, descritto nei trenta volumi del “Viaggio nelle regioni equinoziali del Nuovo Continente”. L'avventura durerà due mesi e si snoderà lungo i corsi d'acqua Adabapo, Casiquiare, Padamo ed il grande Orinoco, a bordo di diverse imbarcazioni in uso nella zona. Le impressioni che ne ricaverà Bonatti sono sorprendentemente simili a quelle che Humboldt scriveva 174 anni prima nel suo diario.
Nel 1974 è in Nuova Guinea tra i Dani. Nel 1975 è sulle Terre Alte della Guayana.
Nel 1976 è in Antartide, dove esplora le Valli Secche, con il prof Carlo Stocchino, oceanografo e meteorologo del CNR, leader della spedizione, il dott. Ivo Di Menno, tecnico elettronico, l'amm. Enrico Rossi, idrografo e ufficiale di Stato Maggiore della Marina Italiana e l'alpinista neozelandese Gary Ball.
Nel 1978 torna in Sudamerica, alla ricerca delle sorgenti del Rio delle Amazzoni. Trovandole dimostra l'errore di una precedente spedizione che ha cementato una targa commemorativa che segnala le sorgenti in un luogo sbagliato.
Nel 1985-1986, con due compagni, ritorna in Patagonia sullo Hielo Continental, con l'intento di compiere una spedizione in completa autosufficienza, procurandosi il cibo lungo il percorso e senza utilizzare mezzi di trasporto. Ma le difficoltà si fanno insuperabili risultando impossibile procurarsi il cibo senza contravvenire ai divieti di caccia imposti dalle autorità (non potendo vivere di pesca perché tutte le acque della Patagonia sono oligotrofiche, cioè prive di qualsiasi forma di vita). I tre componenti del gruppo sono costretti a rinunciare a proseguire con il loro proposito originario e la spedizione assumerà per forza di cose caratteristiche alpinistiche, impegnandosi nella salita ad una vetta inviolata, alla quale verrà conferito il nome di Punta Giorgio Casari, in ricordo di un amico scomparso.
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| Un bel ritratto di Walter Bonatti, scritto da Laura Leonelli, lo trovate su http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2011-09-16/bonatti-fotografo-201633.shtml?uuid=AabJw54D |
giovedì 8 settembre 2011
Microcosmi
Uno di quei libri da leggere e rileggere. Ogni volta che prendo in mano Microcosmi, edito da Garzanti, scopro delle pagine di cui nella lettura precedente non avevo colto la profondità o la volte la leggerezza e l'umorismo.
Claudio Magris non tradisce mai grazie alla capacità di trasmettere la sua cultura senza annoiare e senza presunzione. Oltre che alla capacità di cogliere i sentimenti e i moti delle persone senza lasciarsi condizionare dalle apparenze.
Questa volta mi sono fermato alla prima pagina, dove si racconta del signor Schonhut, tuttofare del Tempio israelitico, che non ha mai capito la storia del Diluvio.
O meglio, non capisce cosa abbiano di meglio gli assassini di oggi rispetto a quelli di prima, affogati tutti come topi.
Perché, come dice Schonhut, le cose mica sono andate meglio dopo, anzi, macellai e crudeltà a non finire.
Leggevo queste righe nei giorni successivi alla strage dei giovani socialisti nell'isola norvegese e, fuor di retorica, mi è sembrato che Magris avesse scritto quelle parole per l'occasione e non nel 1997.
Claudio Magris non tradisce mai grazie alla capacità di trasmettere la sua cultura senza annoiare e senza presunzione. Oltre che alla capacità di cogliere i sentimenti e i moti delle persone senza lasciarsi condizionare dalle apparenze.
Questa volta mi sono fermato alla prima pagina, dove si racconta del signor Schonhut, tuttofare del Tempio israelitico, che non ha mai capito la storia del Diluvio.
O meglio, non capisce cosa abbiano di meglio gli assassini di oggi rispetto a quelli di prima, affogati tutti come topi.
Perché, come dice Schonhut, le cose mica sono andate meglio dopo, anzi, macellai e crudeltà a non finire.
Leggevo queste righe nei giorni successivi alla strage dei giovani socialisti nell'isola norvegese e, fuor di retorica, mi è sembrato che Magris avesse scritto quelle parole per l'occasione e non nel 1997.
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| Nato a Trieste nel 1939, Claudio Magris è saggista, studioso di letteratura mitteleuropea, scrittore e collaboratore del Corriere della Sera. Tra i suoi libri, Danubio e L'infinito viaggiare. |
martedì 6 settembre 2011
La Nona di Beethoven
D'accordo, lo so bene, se proprio proprio vogliamo essere pignoli, un libro interamente dedicato a una sinfonia di Beethoven non è esattamente un libro di viaggio.La mancanza è importante e la colrnerò quanto prima, per il momento vi segnalo un libro a mio parere entusiasmante, La Nona di Beethoven di Harvey Sachs, edito da Garzanti.
Non vi nascondo di essere di parte, sono un'amante di Beethoven e adoro la Nona ma ho una cultura musicale limitata, modesta, più che altro mi piace la musica.
Il bello del libro di Sachs è che si rivolge proprio a chi ama la musica ma non ne conosce gli aspetti compositivi, sa che la Nona gli piace ma non saprebbe mai spiegare la tecnica di Beethoven.
Sachs ci guida alla scoperta del contesto in cui è maturato quel capolavoro, inserisce la sinfonia non solo nella vita di Beethoven ma nella storia europea del periodo e solo alla fine prende per mano il lettore e gli fa vivere il processo di creazione della Nona sinfonia.
E alla fine della lettura, l'ascolto della musica è ancora più entusiasmante perché adesso sappiamo anche perché ci piace.
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| Harvey Sachs, direttore d'orchestra, scrittore, divulgatore, è stato tra l'altro Direttore artistico della Società del Quartetto di Milano. Ha pubblicato, sempre per Garzanti, Nel mio cuore troppo d'assoluto. Le lettere di Arturo Toscanini. |
mercoledì 13 aprile 2011
Vado a fare due passi
Un libro che, lo dico subito, non mi è piaciuto.
Vado a fare due passi - Le mie avventure sul Cammino di Santiago de Compostela, di Hape Kerkeling, edito da TEA, è appunto il racconto di un viaggio a piedi verso Santiago de Compostela.
Confesso che non ho letto altri libri sullo stesso argomento, per cui mi mancano termini di paragone, ma il punto è che qui siamo in presenza di un attore comico tedesco che alterna pagine, anche interessanti, in cui descrive il viaggio, i panorami, i tipi umani che incontra lungo le centinaia di chilometri di sentieri, a pagine di riflessioni sulla esistenza di Dio, su come si manifesta Dio e come si vive la religione.
Ora, sinceramente, Kerkeling non è esattamente il cardinale Martini.
Vado a fare due passi - Le mie avventure sul Cammino di Santiago de Compostela, di Hape Kerkeling, edito da TEA, è appunto il racconto di un viaggio a piedi verso Santiago de Compostela.
Confesso che non ho letto altri libri sullo stesso argomento, per cui mi mancano termini di paragone, ma il punto è che qui siamo in presenza di un attore comico tedesco che alterna pagine, anche interessanti, in cui descrive il viaggio, i panorami, i tipi umani che incontra lungo le centinaia di chilometri di sentieri, a pagine di riflessioni sulla esistenza di Dio, su come si manifesta Dio e come si vive la religione.
Ora, sinceramente, Kerkeling non è esattamente il cardinale Martini.
sabato 26 marzo 2011
L'Italia in seconda classe
Nel luglio 2001, Paolo Rumiz, insieme a Francesco Altan ed Emilio Rigatti, va in bicicletta da Trieste a Istanbul e racconta questo incredibile viaggio in Tre Uomini in bicicletta, Feltrinelli editore.
Nell'estate del 2002, evidentemente bisognoso di effettuare un altro viaggio fuori dalla norma, insieme a Marco Paolini, ben noto attore e autore, gira l'Italia in treno, meglio, gira l'Italia viaggiando in treno sulle linee secondarie.
Rumiz e Paolini percorrono 7.480 chilometri, come la Transiberiana dagli Urali a Vladivostok.
Da questa esperienza Paolo Rumiz trae un libro strepitoso, L'Italia in seconda classe, anche questo edito da Feltrinelli, che ci conduce alla scoperta di un Paese sconosciuto, dove ancora si trovano i valori del lavoro, dove conta essere e non apparire, dove le persone si relazionano con le altre persone in modo diretto e spontaneo.
Ventun capitoli, tanti quante sono le tappe del viaggio, ognuno illustrato dai disegni di Altan.
Una lettera agile e veloce ma di sostanza e di gusto.
Nell'estate del 2002, evidentemente bisognoso di effettuare un altro viaggio fuori dalla norma, insieme a Marco Paolini, ben noto attore e autore, gira l'Italia in treno, meglio, gira l'Italia viaggiando in treno sulle linee secondarie.
Rumiz e Paolini percorrono 7.480 chilometri, come la Transiberiana dagli Urali a Vladivostok.
Da questa esperienza Paolo Rumiz trae un libro strepitoso, L'Italia in seconda classe, anche questo edito da Feltrinelli, che ci conduce alla scoperta di un Paese sconosciuto, dove ancora si trovano i valori del lavoro, dove conta essere e non apparire, dove le persone si relazionano con le altre persone in modo diretto e spontaneo.
Ventun capitoli, tanti quante sono le tappe del viaggio, ognuno illustrato dai disegni di Altan.
Una lettera agile e veloce ma di sostanza e di gusto.
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| Tre uomini in bicicletta, di Paolo Rumiz, Francesco Altan, Emilio Rigatti, edito da Feltrinelli, è il racconto del viaggio in bicicletta che, nel luglio 2001, i tre hanno effettuato da Trieste a Istanbul. Duemila chilometri lungo quella che viene chiamata la Grande Diagonale, attraverso Slovenia, Croazia, Serbia, Bulgaria e Turchia. |
mercoledì 23 marzo 2011
Camminando
Un libro di Pino Cacucci che ho trovato deludente e non all'altezza di altre sue pubblicazioni.
Camminando, Feltrinelli editore, è un insieme di brevi ritratti, alcuni interessanti e riusciti, altri meno, di personaggi incontrati dall'autore nel suo viaggiare principalmente in America Latina.
Una somma di capitoli discontinui e che danno l'idea di episodi singoli, privi di un filo conduttore.
Insomma, a mio parere, un testo lontano dalla forza di Ribelli o di Le balene lo sanno.
Camminando, Feltrinelli editore, è un insieme di brevi ritratti, alcuni interessanti e riusciti, altri meno, di personaggi incontrati dall'autore nel suo viaggiare principalmente in America Latina.
Una somma di capitoli discontinui e che danno l'idea di episodi singoli, privi di un filo conduttore.
Insomma, a mio parere, un testo lontano dalla forza di Ribelli o di Le balene lo sanno.
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| Le Balene lo sanno. Viaggio nella California messicana, edito nella collana Feltrinelli Traveller, è un atto di amore di Pino Cacucci per le balene. Un libro ricco di sentimento ma mai stucchevole, pieno di informazioni storiche e scientifiche sui cetacei così come di annotazioni sui paesi attraversati e sugli uomini e le donne che li vivono e che ne hanno fatto la storia, spesso tragica mai banale. |
venerdì 18 marzo 2011
Una passeggiata nei boschi
Immaginatevi un uomo di 44 anni, fuori forma e un po' sovrappeso, che, in compagnia di un amico che non vede dai tempi delle scuole superiori, ancora più fuori forma e sovrappeso di lui e con anche qualche problema con l'alcool, decide di affrontare l'Appalachian Trail, un sentiero di 3.400 chilometri che attraversa quattordici Stati americani.In parte avete ragione, Bill Bryson riesce a percorrerne solo 1.400 di chilometri, e ci narra questa sua magnifica avventura in Una passeggiata nei boschi, edito da TEA, un buon libro davvero, come d'altronde lo sono tutti i libri di viaggio di Bryson.
Paesaggi, uomini e donne, animali, vegetazione, pezzi di storia degli Stati Uniti raccontati con semplicità, senza retorica, con ironia e umorismo, con partecipazione e calore umano.
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| America perduta, edito da Feltrinelli, è la storia di un viaggio negli Stati Uniti delle piccole città in cui la vita è rimasta ferma agli anni Cinquanta. Bryson, tornato nel suo Paese dopo aver vissuto in Gran Bretagna, ha percorso oltre 22.000 chilometri, attraverso 38 stati, viaggiando quasi sempre su strade secondarie, da una cittadina all'altra. |
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| In un Paese bruciato dal sole, edito da Guanda, è un gran bel libro, probabilmente il più bel libro di Bill Bryson, un Bryson che ci racconta l'Australia da par suo, mescolando paesaggi, contatti umani, flora e fauna. |
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| Una città o l'altra, edito da Guanda, è il diario di un viaggio attraverso tutta l'Europa, raccontato da Bill Bryson con la consueta ironia e intelligenza. |
mercoledì 2 marzo 2011
Tre uomini in bicicletta
Un gran bel libro, immediato, spontaneo, godibile, perfino poetico e allo stesso tempo profondo e ricco di informazioni.
Tre uomini in bicicletta, di Paolo Rumiz, Francesco Altan, Emilio Rigatti, edito da Feltrinelli, è il racconto del viaggio in bicicletta che, nel luglio 2001, i tre hanno effettuato da Trieste a Istanbul.
Duemila chilometri lungo quella che viene chiamata la Grande Diagonale, attraverso Slovenia, Croazia, Serbia, Bulgaria e Turchia.
Duemila chilometri di panorami, pianure, laghi, fiumi, montagne, caldo e freddo, e poi persone, uomini e donne di razze, religioni e culture diverse, appena usciti da terribili guerre.Un libro che si beve d'un fiato, come le birre che i nostri tre ciclisti si gustavano alla sera dopo una lunga giornata in sella.
Un libro per appassionati della bicicletta, innanzitutto ma non solo, un libro per chi ama viaggiare, quale che sia il mezzo di trasporto, e capire i Paesi che sta percorrendo e un libro che, forse più di molti saggi, aiuta a capire il mondo tormentato dei Balcani.
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| Emilio Rigatti è nato a Gorizia nel 1954. Insegnante d’italiano alle scuole medie, usa la bici al posto della macchina e Leopardi al posto della televisione. Non è transgenico ed è biodegrabile. |
domenica 17 ottobre 2010
Diari della bicicletta
Il titolo non deve trarre inganno, Diari della Bicicletta di David Byrne, edito da Bompiani, è sì la descrizione dei viaggi in bicicletta effettuati dall’autore in alcune grandi città di tutto il mondo, ma a questo abbina punti di vista e ragionamenti approfonditi sui modelli e la qualità della vita nelle città.
E qui, non bisogna farsi fuorviare dalla personalità di Byrne. Musicista, cofondatore dei Talking Heads, ha collaborato con Brian Eno, composto musica per balletti, vinto un premio Oscar per le per le musiche del film di Bernardo Bertolucci L'ultimo imperatore, in collaborazione con Ryuichi Sakamoto e Cong Su.
Accanto alla musica, si è dedicato alle arti visive, nelle quali ha al suo attivo una serie di mostre a partire dalla metà degli anni novanta: installazioni, sculture, dipinti.
E se in Italia non è magari molto noto, la sua popolarità negli Stati Uniti è tale da essere apparso in un episodio dei Simpson.
Da un autore del genere ci si potrebbe aspettare un approccio artistico ai problemi della vita nelle grandi città, più di principi e di esortazioni che di sostanza. Al contrario, Byrne, senza pretendere di essere uno studioso, fa riferimento a studi, analisi, ricerche, soluzioni già applicate con successo da urbanisti e amministratori in tutto il mondo.
Tutto brillantemente filtrato dal punto di vista di un ciclista metropolitano, come dice lui stesso “più veloce del camminare, più lento del treno, quasi sempre leggermente più alto di una persona.”
Inoltre, nella miglior tradizione dei grandi libri di viaggio, anche Diari della bicicletta apre scorci sulla vita delle persone e dei Paesi.
In viaggio a Buenos Aires, un musicista gli parla della dittatura dei generali negli anni ’70 e dei desaparecidos. Byrne, in poche righe, ci precipita nelle angosce di chi all’epoca era un ragazzo.
“Un giorno, da studente delle superiori, Diego andò a trovare degli amici e nessuno gli aprì la porta. Presto divenne evidente che la casa era vuota, e tale sarebbe rimasta. In seguito suo padre gli disse che forse erano stati portati via.”
E qui, non bisogna farsi fuorviare dalla personalità di Byrne. Musicista, cofondatore dei Talking Heads, ha collaborato con Brian Eno, composto musica per balletti, vinto un premio Oscar per le per le musiche del film di Bernardo Bertolucci L'ultimo imperatore, in collaborazione con Ryuichi Sakamoto e Cong Su.
Accanto alla musica, si è dedicato alle arti visive, nelle quali ha al suo attivo una serie di mostre a partire dalla metà degli anni novanta: installazioni, sculture, dipinti.
E se in Italia non è magari molto noto, la sua popolarità negli Stati Uniti è tale da essere apparso in un episodio dei Simpson.
Da un autore del genere ci si potrebbe aspettare un approccio artistico ai problemi della vita nelle grandi città, più di principi e di esortazioni che di sostanza. Al contrario, Byrne, senza pretendere di essere uno studioso, fa riferimento a studi, analisi, ricerche, soluzioni già applicate con successo da urbanisti e amministratori in tutto il mondo.
Tutto brillantemente filtrato dal punto di vista di un ciclista metropolitano, come dice lui stesso “più veloce del camminare, più lento del treno, quasi sempre leggermente più alto di una persona.”
Inoltre, nella miglior tradizione dei grandi libri di viaggio, anche Diari della bicicletta apre scorci sulla vita delle persone e dei Paesi.
In viaggio a Buenos Aires, un musicista gli parla della dittatura dei generali negli anni ’70 e dei desaparecidos. Byrne, in poche righe, ci precipita nelle angosce di chi all’epoca era un ragazzo.
“Un giorno, da studente delle superiori, Diego andò a trovare degli amici e nessuno gli aprì la porta. Presto divenne evidente che la casa era vuota, e tale sarebbe rimasta. In seguito suo padre gli disse che forse erano stati portati via.”
lunedì 11 ottobre 2010
Addiopizzotravel
Un viaggio nella parte occidentale della Sicilia che si sviluppa tutto presso ristoranti e strutture ricettive che non pagano il pizzo e che include la visita di aziende sorte sui terreni confiscati alla mafia.
Questo è Addiopizzotravel, nato da un'idea di Dario Riccobono, Francesca Vannini Parenti e Edoardo Zaffuto, co-fondatori del Comitato Addiopizzo.
Come è scritto sul sito "Il turismo pizzo-free è lo strumento di partecipazione del viaggiatore responsabile, di colui che, pur non vivendo in Sicilia, vuole dare un contributo concreto a un circuito di economia pulita. Si tratta di una particolare forma di turismo etico che valorizza le imprese che hanno detto NO ALLA MAFIA."
domenica 19 settembre 2010
Ciclomundi
La terza edizione di Ciclomundi, il primo Festival Nazionale del viaggio in bicicletta, prenderà il via il prossimo 24 settembre a Siena, per concludersi il 26.
Questa vera festa della bicicletta presenta un ricco programma con animazioni, spettacoli, incontri con i cicloviaggiatori, tavole rotonde, laboratori, mostre, un settore espositivo dedicato al turismo a pedali e opportunità di escursioni nelle Terre di Siena.
Ciclomundi precede di una settimana il celebre evento dell’Eroica, la cicloturistica internazionale non competitiva – in gran parte su strade bianche – che prende il via da Gaiole in Chianti il 3 ottobre.giovedì 5 agosto 2010
Una lunga strada da fare
Un gran bel libro, coinvolgente, appassionante, a tratti perfino entusiasmante.
Una lunga strada da fare, New York - San Francisco primavera 1963, di Peter S. Beagle, edito da Mattioli 1885, è bello anche fisicamente, elegante, con i bordi arrotondati tipo quaderno, carta e copertina pesanti. Uno di quei libri, ormai rari, che è un piacere leggere ed è un piacere tenere tra le mani.
Nella primavera del 1963 il ventiquattrenne Peter S. Beagle, futuro noto scrittore di fantasy, decide di lasciare New York per raggiungere a San Francisco la ragazza dalla quale ha avuto un figlio.
Lo accompagna l’amico d’infanzia Phil Sigunick, pittore e scultore.
I due effettuano il viaggio sui loro scooter, preparati ma non troppo, spinti da una voglia di conoscere le persone che li arricchisce a ogni tappa, sorpresi dallo scoprire un Paese a loro ignoto fino a quel momento.
Nel 1963 negli Stati Uniti il razzismo è un fenomeno diffuso, Martin Luther King pronuncia il discorso I have a dream e John Kennedy viene assassinato.
Il racconto del viaggio rende conto di tutto il bello e il brutto che Peter e Phil incontrano, con leggerezza ma senza superficialità.
E con qualche scambio di battute esplosivo. Arrivati al Grand Canyon, Peter commenta “Non abbiamo soldi da sprecare nel Canyon (un dollaro è troppo per delle uova liofilizzate, senza neppure essere presentati al grifone che le ha deposte)…”
Un unico appunto: si sente la mancanza di una cartina che aiuti a capire meglio il percorso effettuato e le difficoltà incontrate.
Una lunga strada da fare, New York - San Francisco primavera 1963, di Peter S. Beagle, edito da Mattioli 1885, è bello anche fisicamente, elegante, con i bordi arrotondati tipo quaderno, carta e copertina pesanti. Uno di quei libri, ormai rari, che è un piacere leggere ed è un piacere tenere tra le mani.
Nella primavera del 1963 il ventiquattrenne Peter S. Beagle, futuro noto scrittore di fantasy, decide di lasciare New York per raggiungere a San Francisco la ragazza dalla quale ha avuto un figlio.
Lo accompagna l’amico d’infanzia Phil Sigunick, pittore e scultore.
I due effettuano il viaggio sui loro scooter, preparati ma non troppo, spinti da una voglia di conoscere le persone che li arricchisce a ogni tappa, sorpresi dallo scoprire un Paese a loro ignoto fino a quel momento.
Il racconto del viaggio rende conto di tutto il bello e il brutto che Peter e Phil incontrano, con leggerezza ma senza superficialità.
E con qualche scambio di battute esplosivo. Arrivati al Grand Canyon, Peter commenta “Non abbiamo soldi da sprecare nel Canyon (un dollaro è troppo per delle uova liofilizzate, senza neppure essere presentati al grifone che le ha deposte)…”
Un unico appunto: si sente la mancanza di una cartina che aiuti a capire meglio il percorso effettuato e le difficoltà incontrate.
venerdì 16 luglio 2010
Lo spettacolo della montagna
Dal 3 luglio al 7 agosto si svolge Lo Spettacolo della Montagna, ormai giunto alla sua quindicesima edizione: un Festival di Teatro e Accadimenti tra Cultura e Spettacolo, ricco di una ventina di appuntamenti, sostenuto da Regione Piemonte, Provincia di Torino, Città di Torino, Comunità Montana Valle di Susa e Val Sangone, Compagnia di San Paolo (nell’ambito dell’edizione 2010 del bando “Arti sceniche in Compagnia”) e la Fondazione CRT; è uno dei festival di Piemonte dal Vivo – In viaggio con i festival alla scoperta di una regione.
domenica 4 luglio 2010
Mississippi
Oggi che il Golfo del Messico significa un disastro enorme, provocato dall'uomo, dalle conseguenze riparabili nessuno sa né come né quando, rileggere Mississippi di Mario Maffi, edito da Rizzoli, è utile per capire la stessa storia degli Stati Uniti.
Come recita il frontespizio del libro "Il grande fiume: un viaggio alle fonti dell'America", Maffi ci guida lungo un viaggio ricco di fascino che non è solo e non tanto un percorso attraverso gli Stati Uniti quanto un racconto originalissimo e al contempo scientifico della storia vera dell'America.
Come recita il frontespizio del libro "Il grande fiume: un viaggio alle fonti dell'America", Maffi ci guida lungo un viaggio ricco di fascino che non è solo e non tanto un percorso attraverso gli Stati Uniti quanto un racconto originalissimo e al contempo scientifico della storia vera dell'America.domenica 27 giugno 2010
Film Festival sul paesaggio
Fino al 4 luglio, nel Parco delle Madonie, si svolge il Film Festival sul paesaggio che viene così presentato nel programma:
Il paesaggio è la dimensione universale e omnicomprensiva del contesto in cui vive una comunità di uomini e di donne, e, oltre ad essere contenitore, è anche contenuto, cioè portatore in sé di valori espressivi, tanto naturali quanto culturali senza i quali è arida l'esistenza dell'uomo e degradato l'ambiente nel quale vive e si articola la sua comunità.
In una parola il paesaggio è ciò che costituisce l'anima del territorio, magnifica sintesi espressiva, a volte sublime, della relazione tra uomo e ambiente, tra natura e cultura, tra economia e ecologia; in ogni caso e sempre, espressione sistemica e polisemica, segno e significato, dell'incontro e dell'incrocio della storia naturale e della storia umana.
In tale contesto, anche nella considerazione che il paesaggio é in grado di evocare atmosfere, sogni, fantasie, trame di racconti e fabulazioni, la realizzazione del filmfestival sul Paesaggio “I territori s'incontrano e si raccontano. Il Paesaggio bene comune da preservare. Il volto umano come paesaggio racconta gli incontri”, intende valorizzare la risorsa del paesaggio come bene comune da preservare e tutelare in quanto bene primario tutelato dalla stessa Costituzione e vuole tessere il contesto ideale per narrare la realtà del mondo con il suo carico umano e culturale, mostrandone la sua vera dimensione.
Il paesaggio è la dimensione universale e omnicomprensiva del contesto in cui vive una comunità di uomini e di donne, e, oltre ad essere contenitore, è anche contenuto, cioè portatore in sé di valori espressivi, tanto naturali quanto culturali senza i quali è arida l'esistenza dell'uomo e degradato l'ambiente nel quale vive e si articola la sua comunità.
In una parola il paesaggio è ciò che costituisce l'anima del territorio, magnifica sintesi espressiva, a volte sublime, della relazione tra uomo e ambiente, tra natura e cultura, tra economia e ecologia; in ogni caso e sempre, espressione sistemica e polisemica, segno e significato, dell'incontro e dell'incrocio della storia naturale e della storia umana.
In tale contesto, anche nella considerazione che il paesaggio é in grado di evocare atmosfere, sogni, fantasie, trame di racconti e fabulazioni, la realizzazione del filmfestival sul Paesaggio “I territori s'incontrano e si raccontano. Il Paesaggio bene comune da preservare. Il volto umano come paesaggio racconta gli incontri”, intende valorizzare la risorsa del paesaggio come bene comune da preservare e tutelare in quanto bene primario tutelato dalla stessa Costituzione e vuole tessere il contesto ideale per narrare la realtà del mondo con il suo carico umano e culturale, mostrandone la sua vera dimensione.
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